Pubblicità su Instagram, limiti nel Regno Unito

Pubblicità su Instagram, limiti nel Regno Unito

La pubblicità su Instagram diventerà oggetto di limitazioni e verifica nel Regno Unito. L’Inghilterra, ha deciso di dare a una limitazione alle pubblicità a pagamento che non vengono comunicate. Del resto, i post di pubblicità su Instagram, secondo quelle che sono le nuove normative nel Regno Unito, devono essere etichettati come annunci adv.

Il social infatti ha deciso di prendere queste misure per limitare l’azione degli influencer in merito alle pubblicità. Infatti, senza l’etichetta, un post adv acquisisce l’aspetto della normalità. Questo potrebbe trarre in inganno i consumatori. Ecco perché si è deciso di cambiare totalmente la normativa in merito.

Gli influencer e la pubblicità su Instagram

Quando si parla di pubblicità su Instagram non si può non ammettere che gli influencer sono quelli che hanno rivoluzionato totalmente il modo di pubblicizzare e fare marketing su questo social Visual. Infatti, la maggior parte degli influencer pubblica contenuti senza etichettarli come pubblicitari, però riceve commissioni elevate delle aziende per promuovere ad esempio, un prodotto su Instagram.

Perciò Instagram ha deciso di mettere in campo uno strumento per chiedere agli utenti se sono stati incentivati a promuovere un servizio o un prodotto, così da chiarire questo rapporto col consumatore. Secondo l’autority britannica, il social deve essere molto chiaro in questo senso e non bisogna più fare la pubblicità mascherata da auto promozione. L’organismo di controllo britannico quindi ha deciso di mettere in campo una limitazione ed un’azione di verifica in tal senso.

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Cosa dovranno fare gli influencer con la pubblicità su Instagram

Secondo l’autorità britannica, in merito alla pubblicità su Instagram, gli influencer dovranno specificare che si tratta di un post pubblicitario. Infatti, nel Regno Unito le modifiche interesseranno tutti gli utenti. Anche chi pubblica da un altro Paese deve adeguarsi a questa normativa.

La CMA ha specificato che indagherà sulle pratiche anche degli altri social network come come Facebook, ma non solo. L’obiettivo è quello di limitare l’azione degli influencer il più possibile. Per rimettersi in regola tali soggetti devono necessariamente segnalare quando il contenuto proposto è di tipo pubblicitario o se hanno ricevuto un pagamento per quel contenuto.

Si cerca così di fare un primo passo per legiferare un settore che negli ultimi anni è cresciuto a dismisura e rischia di essere una sorta di inganno per gli utenti dei social network.

I casi in Europa

In Europa, in particolare in Italia, vi erano stati alcuni casi di pubblicità su Instagram contestata. Infatti, l’antitrust si era occupata dei social media e della pubblicità occulta. In Italia l’organismo era entrato in merito alla discussione su Alitalia e su Ferretti. Anche altri influencer erano stati presi di mira. Infatti, l’azienda Alitalia, in particolare attraverso i canali Social di alcuni influencer promuoveva determinati servizi e questa è una cosa che doveva essere più chiarita, secondo l’Antitrust.

Ecco perché ci fu una sorta di raccomandazione ai danni dell’azienda però di fatto, il procedimento si chiuse senza sanzioni. Stesso discorso proprio per la pubblicità di Alberta Ferretti con le sue magliette con il logo Alitalia. Anche in quel caso l’Antitrust bacchettò la società.

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